15/01/2012

056- Ancora sul “ film sul rapporto Leuchter”


Ancora sul “ film sul rapporto Leuchter”

 

Claudio Mutti professore.jpgCaro Mutti (foto),

 ho letto la lettera intitolata "Film sul rapporto Leuchter" che mi hai gentilmente inviato. Non ho visto il film, ma il resoconto del signor Duhamel mi fornisce già lo spunto per qualche considerazione interessante.

 Lo storico che appare nel film è l'ebreo di origine olandese Robert Jan van Pelt, il nuovo "esperto" di Auschwitz dopo la olo-scomunica ufficiale e dopo la morte di Jean-Claude Pressac. Nel libro "The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial" (Indiana University Press, Bloomington and Indianapolis, 2002) egli racconta infatti in che modo divenne "consulente" del regista del film Errol Morris (p. 85).

 Nel suo libro su Auschwitz di oltre 500 pagine, van Pelt ricorre volentieri alla scappatoia del presunto linguaggio in codice, la cui realtà non è mai stata dimostrata da nessuno olo-storico.

 La "dimostrazione” del Nostro, in oltre 500 pagine di testo, è letteralmente prodigiosa: ben sei parole a p. 209, dove, a proposito del termine tedesco "Sonderbehandlung" (trattamento speciale), dice: "The latter term referred to killing"

(l'ultimo termine si riferiva alle uccisioni)!

 In realtà, come ho dimostrato in un libro di oltre 180 pagine dedicato in modo specifico alla presunta terminologia codificata, termini come "Sonderbehandlung", "Sonderaktion" (azione speciale), "Sondermassnahmen" (misure speciali), "Spezialeinrichtungen" (installazioni speciali), "Sonderkeller" (scantinato speciale) ecc. a tutto si riferivano tranne che a uccisioni("Sonderbehandlung" ad Auschwitz. Genesi e significato. Edizioni di Ar, 2001).

 La storiella relativa all'uso - da parte di un sottufficiale SS - di un termine troppo esplicito che sarebbe stato poi sottolineato da un ufficiale per fargli notare l' "errore" , per quanto possa sembrare incredibile, è stata raccontata da van Pelt a p. 454 del suo libro.

 Il relativo documento è la ben nota lettera del capo della Zentrabauleitung di Auschwitz Bischoff del 29 gennaio 1943, che contiene la parola "Vergasungskeller", "scantinato di gasazione".

 Questa parola è effettivamente sottolineata, ma come si fa a dire che essa sia stata sottolineata dalle SS e non dai Polacchi, che detengono il documento in questione dal 1945?

 Per di più nello stesso documento appare sottolineata anche una frase relativa ai forni crematori, ma qui la riga è stata tracciata con un righello, mentre sotto il termine "Vergasungskeller" la riga è a mano libera e ha un'andatura ondeggiante.

 Ma non basta ancora.

 Il documento in questione è una copia (Abschrift) del documento originale perduto. Negli archivi del Museo di Auschwitz esiste anche una seconda copia successiva (BW 30/27, p. 33) in cui il termine "Vergasungskeller" viene di nuovo riportato tale e quale (dunque senza "censure" crittografiche) e senza alcuna sottolineatura!

 Riguardo ai campioni prelevati da Leuchter nelle presunte camere a gas e che "sono stati esposti alle intemperie per anni" (p. 354), van Pelt e i suoi congeneri dimenticano che a qualche centinaio di metri dalle rovine dei crematori II e III, a Birkenau, c'era una vera camera a gas di disinfestazione ad acido cianidrico (nel cosiddetto Bauwerk o BW 5b) le cui pareti nord e sud sono ancora intensamente colorate di blu per la formazione di ferrocianuro ferrico (blu di Prussia): ma non sono rimaste esposte per anni alle intemperie anche queste pareti? E perché il blu di Prussia non si è "sciolto"?

 Il chimico interpellato da Morris, Jim Roth, come riferisce van Pelt, ha affermato che "i cianuri non penetrano nei mattoni per più di 10 micron", mentre i laboratori ai quali si rivolse Leuchter misurarono la concentrazione totale di cianuri di ogni campione, diluendo così enormente la concentrazione dello strato superficiale (p. 390).

 Ma ciò vale anche per il campione di riferimento prelevato da Leuchter nella camera a gas di disinfestazione menzionata sopra, sicché anche il valore accertato di 1.050 mg/kg di cianuri deve essere considerato "diluito", perciò anch'esso dev'essere enormemente maggiore.

 Se si considera che il valore massimo registrato nei campioni di Leuchter in una presunta camera a gas omicida è di 7,9 mg/kg, ossia 133 volte più basso, è chiaro che aumentando enormemente 1.050 e 7,9 la sproporzione resta comunque enorme.

 Per la cronaca, Germar Rudolf ha effettuato successivamente prelievi di materiali nelle presunte camere a gas omicide e nelle camere di disinfestazione ad acido cianidrico tenendo conto dello spessore dei campioni e ottenendo risultati ancora più decisivi: valori massimi di 13.500 mg/kg nella camera a gas del BW 5b e di 7,2 mg/kg nella presunta camera a gas omicida del crematorio II (Das Rudolf Gutachten. Castle Hill Publishers, Hastings, 2000, pp. 156-157).

 Cordiali saluti e auguri.

 Carlo Mattogno

 alo Mattogno.provvedere tempestvamente alla messa al bando di simili indicazioni.

 Nota di BW5a

 la data di questo documento di Carlo Mattogno è antecedente l' 08Gennaio 20050

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 N.B.: L’evidenziazione, la sottolineatura, il grassetto, le immagini, NON sono presenti nel testo originale. Per contattarci usare la mail: sturevcm@libero.it.

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08 gennaio 2005

 

08 gennaio 2005

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