26/01/2012

81/2- Auschwitz:assistenza sanitaria,”selezione”e “sonderbehandlung”dei detenuti immatricolati

Premessa di BW5a

Pubblichiamo il testo dei primi tre paragrafi del primo capitolo della parte prima dell'ultimo studio di Carlo Mattogno

"Auschwitz:assistenza sanitaria,”selezione”e “sonderbehandlung”dei detenuti immatricolati"

Particolare interesse rivestono le disposizioni sul miglioramento delle condizioni di vita ed alimentari degli internati, miglioramento in aperto contrasto con la pretesa sterminazionista di identificare il lager di Auschwitz come un "centro di sterminio”. Risulta è incomprensibile un miglioramento della  vita degli internati ( tra cui MOLTISSIMI  INABILI al lavoro,VECCHI, BAMBINI ,quindi "bocche inutili" da sfamare) con la contemporanea volontà di sterminio.

Il libro di  254 pagine + appendice documentaria (Effepi Edizioni, 2010. Euro 32,00)  può essere ordinato presso:

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La presente pubblicazione avviene con l'autorizzazione dell'Autore

Foto_Luglio 2010 012.JPGAuschwitz: assistenza sanitaria,”selezione”e .“sonderbehandlung”dei detenuti immatricolati

di Carlo Mattogno

parte II^

 

1.2. La selezione dei detenuti all'arrivo

Nella summa storiografica del Museo di Auschwitz in cinque volumi, Tadeusz Iwaszko1 scrive:

«L'accoglimento dei trasporti in massa di Ebrei deportati ad Auschwitz nel quadro della “soluzione finale” fu attuato secondo un' altra procedura. Anche in questi trasporti gli uomini furono scaricati in condizioni simili a quelle dei trasporti di detenuti, però dopo seguiva la “selezione” e alla fine solo una parte dei deportati veniva ammessa al campo. “Selezione” significava che i trasporti erano ripartiti sulla rampa e il criterio di questa “selezione” era l'abilità al lavoro degli uomini sopraggiunti. I responsabili delle selezioni erano i medici del campo SS. Queste selezioni venivano eseguite in fretta e accadeva anche che per di più ci fossero cattive condizioni di luce. Il membro delle SS che effettuava la selezione, per la sua decisione, si basava soltanto sull'aspetto [delle persone]. Il tutto si svolgeva così rapidamente che non sarebbe stata possibile neppure una visita superficiale. Dopo che, di norma, avevano viaggiato per parecchi giorni in vagoni sovraffollati, dopo che per giorni non avevano ricevuto nulla da bere, gli uomini, coi loro vestiti puzzolenti e la barba lunga non facevano un'impressione positiva. In queste circostanze, essere classificati come abili al lavoro dipendeva dal caso. Solo dopo la fine della selezione gli uomini classificati come abili al lavoro e necessari al campo venivano condotti al campo sotto sorveglianza»2.

 Sulla scelta dei detenuti da immatricolare non esiste alcun documento, tutto è lasciato alle testimonianze, perciò non si sa in base a quali criteri i Lagerärzte operassero. Tuttavia una serie di documenti mai menzionati prima d'ora da nessuno storico di Auschwitz ci permette di affermare con certezza che il lavoro dei Lagerärzte era molto più serio di quanto volesse far credere Iwaszko. Secondo questi documenti, che risalgono al 1943 e si riferiscono ai detenuti del campo maschile, il Lagerarzt, dopo la selezione iniziale, doveva visitare tutti i detenuti immatricolati e redigere, ogni cinque giorni, un rapporto sui risultati della visita che era inviato «al comando. Primo capo del campo di detenzione preventiva del KL» (an Kommandantur 1.Schutzhaftlagerführer des K.L.). Questi rapporti, che menzionano anche vari trasporti ebraici, sono redatti secondo un modello prestabilito. Il primo è datato 7 febbraio 1943.

 Traduco il rapporto del 12 febbraio:

 

« Copia.

 Il medico del campo Auschwitz, 12 febbraio 1943.

 KL Auschwitz

 A

 Comando

 I Capo del campo di detenzione preventiva del KL Auschwitz

 A u s c h w i t z

 

I 408 detenuti internati dal 6 al 10 febbraio 1943 sono stati visitati dal medico del campo.

 389 detenuti sono sani e abili al lavoro

 16 detenuti sono abili al lavoro leggero

 3 detenuti sono inabili al lavoro.

 I nuovi arrivati:

 N. da 100444 a 100497 da Kattowitz (prigione)

 100498 " 100522 ” Vienna (prigione)

 100523 " 100805 ” Residenza ebraica Bialystok

 100806 " 100839 ” Kattowitz (prigione)

 100840 " 100851 ” KL Stutthof

 devono sottostare a una quarantena di 3 settimane qui al campo prima di poter essere impiegati per il lavoro.

 Possono essere impiegati direttamente per il lavoro soltanto quei detenuti che non provengono da una prigione, un campo di raccolta o simili.

 

Il medico del campo del KL

 Auschwitz

 firmato: firma

 SS-Untersturmführer

 Per copia conforme

 (Mulka)

 SS-Hauptsturmführer e aiutante Timbro con la scritta:

 Waffen-SS

 Comando KL

 Auschwitz»3.

 

Nella tabella che segue riassumo i dati relativi ai documenti4:

Data del

rapporto

periodo

totale detenuti

abili al lavoro

abili al lavoro leggero

inabili al lavoro

7.2.1943

1-5.2.1943

1.853

1.772

74

7

12.2.1943

6-10.2.1943

408

389

16

3

16.2.1943

11-16.2.1943

1.641

1.572

65

4

8.4.1943

1-5.4.1943

245

234

9

2

18.5.1943

11-15.5.1943

302

286

12

4

23.5.1943

16-20.5.1943

101

97

3

1

28.6.1943

21-25.6.1943

421

390

24

7

19.8.1943

11-15.8.1943

410

376

26

8

6.9.1943

26-31.8.1943

1.196

1.112

64

20

4.12.1943

26-30.11.1943

347

252

66

29

 

 

6.924

6.480

359

85

 Il totale degli inabili al lavoro è dunque di 85 detenuti su 6.924, pari ad una percentuale dell'1,2%. Ciò significa che la selezione iniziale del Lagerarzt non era poi così arbitraria.

 Il Lagerarzt doveva sottoporre a visita medica tutti i trasporti di detenuti che arrivavano ad Auschwitz e quelli inabili al lavoro venivano da lui inviati all' ospedale dei detenuti (Häftlingskrankenbau).

 Come vedremo nel capitolo 4.3, dai documenti che si sono conservati risulta inoltre che le diagnosi del Lagerarzt erano molto accurate.

 

1.3. Il trattamento dei detenuti secondo il regolamento dei campi di concentramento

 Nei campi di concentramento tedeschi nulla era lasciato all’arbitrio. Un regolamento emanato dal Reichssicherheitshauptamt [RSHA] definiva l’ordinamento del campo, delimitava le funzioni e le competenze dei singoli uffici e sanciva le prescrizioni relative ai detenuti. Di tale regolamento esisteva con certezza una edizione del 1941 intitolata «Regolamento per campi di concentramento (ordinamento del campo)» [Dienstvorschrift für Konzentrationslager (Lagerordnung)], di cui ho trovato soltanto la copertina e l’indice. Il volumetto era suddiviso in sedici capitoli che recavano i seguenti titoli:

 I. Zweck und Gliederung des Konzentrationslagers/ Scopo e organizzazione del campo di concentramento

 II. Betreten des Konzentrationslagers/ Accesso al campo di concentramento

 III. Der Lagerkommandant/ Il comandante del campo

 IV. Der Adjutant/ L'aiutante

 V. Die Politische Abteilung/ La Sezione Politica

 VI. Das Schutzhaftlager/ Il campo di detenzione preventiva

 VII. Die Lagerverwaltung/ L'amministrazione del campo

 VIII. Der Lagerarzt/ Il medico del campo

 IX. Der Führer vom Sicherheitsdienst, der Unterführer vom Tagesdienst und die Lagerpolizei/ L'ufficiale del Servizio di Sicurezza, il sottufficiale del servizio diurno e la polizia del campo

 X. Der Postenbegleitdienst/ Il servizio di scorta delle sentinelle

 XI. Aufnahmen, Entlassung und Verschiebung/ Accettazione, rilascio e smistamento

 XII. Häftlingsgeldverwaltung/ Amministrazione del denaro dei detenuti

 XIII. Die Postzensur/ La censura postale

 XIV. Allgemeine Lagerordnung/ Regolamento generale del campo

 XV. Strafordnung/ Regolamento delle punizioni5.

 Un estratto di questo regolamento, firmato SS-Hauptscharführer Jung, fu trascritto da Jan Sehn e allegato agli atti del processo della guarnigione del campo di Auschwitz. Su questo documento ritornerò successivamente. Esiste anche un «Regolamento per il campo di concentramento femminile di Ravensbrück (ordinamento del campo)» [Dienstvorschrift für das Fr. K.L. Ravensbrück (Lagerordnung)] che presenta le varianti necessarie per un campo femminile6.

 Le disposizioni generali per le guardie che prestavano servizio nei campi di concentramento vietavano espressamente di maltrattare i detenuti. Un formulario con domande e risposte intitolato «Istruzione sui compiti e doveri delle sentinelle in un campo di concentramento» (Unterricht über Aufgaben und Pflichten der Wachposten in einem Konzentrationslager) dichiara al riguardo:

 «Domanda: Che deve fare la sentinella quando osserva pigrizia, negligenza e ozio?

 Risposta: Deve riferirlo al caposquadra o al capo del campo di detenzione preventiva indicando il numero del detenuto.

 Domanda: Che cosa non può fare in nessun caso?

 Risposta: È vietato punire fisicamente un detenuto».

 Frage: Was hat der Posten zu tun, wenn er Faulheit, Nachlässigkeit und Schlenderei beobachtet?

 Antwort: Er hat dies unter Angabe der Häftlingsnummer dem Vorarbeiter oder dem Schutzhaftlagerführer zu melden.

 Frage: Was darf er in keinem Fall tun?

 Antwort: Es ist verboten, einen Häftling körperlich zu züchtigen»]7.

 Il «Regolamento per il campo di concentramento femminile di Ravensbrück» intimava:

 «Bisogna far presente in modo particolare la severa punizione in caso di maltrattamento dimostrato di detenuti» [(Auf die schwere Bestrafung bei nachgewiesener Mißhandlung von Häftlingen ist besonders hinzuweisen) »]8,

 e indicava anche la punizione:

 «Qualunque maltrattamento di detenuti in detenzione preventiva è vietato (congedo senza preavviso»[«Jede Mißhandlung von Schutzhäftlingen ist verboten (fristlose Entlassung)»]9.

 Esso considerava punibile anche il detenuto che avesse «ingannato, derubato o maltrattato» (belügt, bestiehlt oder mißhandelt) un altro detenuto10.

 E nei «Promemoria per l'istruzione degli ufficiali SS in servizio nel campo di concentramento» (Merkblätter für Unterricht an die SS-Führer im K.L.Dienst) si legge:

 «Bisogna fare particolare attenzione al fatto che la sicura dell'arma sia in ogni caso inserita, per non mettere inutilmente in pericolo sé stessi, i camerati, i civili o anche i detenuti, la cui forza lavorativa deve essere conservata. Ogni sentinella ha inoltre il dovere di sollecitare i detenuti a lavorare e in caso di pigrizia, negligenza ecc., di segnalarli indicando il loro numero.

 Alle sentinelle è vietata qualunque punizione arbitraria di detenuti».

 Es ist besonders darauf zu achten, daß die Waffe in jedem Falle gesichert getragen wird, um nicht unnötig sich selbst, Kameraden, Zivilpersonen oder auch Häftlinge, deren Arbeitskraft erhalten werden muß, zu gefährden. Pflicht jedes Postens ist es ferner, Häftlinge zur Arbeit anzuhalten und sie bei Faulheit, Nachlässigkeit usw. unter Angabe der Nummer zur Meldung zu bringen.Jede eigenmächtige Züchtigung von Häftlingen ist den Posten verboten»]11.

 Il regolamento di Auschwitz proibiva tassativamente alle SS sia di uccidere, sia di maltrattare arbitrariamente un detenuto. Le SS che venivano trasferite al campo dovevano firmare la seguente «Obbligazione»(Verpflichtung):

 «Mi è noto che soltanto il Führer decide sulla vita e sulla morte di un nemico dello Stato. Io non posso ledere fisicamente o uccidere nessun avversario dello Stato (detenuto). Qualunque uccisione di un detenuto in un campo di concentramento richiede l'autorizzazione personale del Reichsführers-SS [Himmler].

 Sono anche consapevole che in caso di trasgressione contro questa obbligazione ne renderò conto inesorabilmente.

 KL Auschwitz, ...novembre 1943.

 Andreas Lang

 SS-Sturmmann».

 Mir ist bekannt, daß nur der Führer allein über Leben und Tod eines Staatsfeindes entscheidet. Ich darf keinen Staatsgegner (Häftling) körperlich schädigen oder zu Tode bringen. Jede Tötung eines Häftlings in einem Konzentrationslager bedarf der persönlichen Genehmigung des Reichsführers-SS.

 Ich bin mit bewußt, daß ich bei Zuwiderhandlung gegen diese Verpflichtung unnachsichtig zur Rechenschaft gezogen werde.

 K.L. Auschwitz, den 11.43.

 Andreas Lang,

 SS-Sturmmann»]12.

 

L’impegno del firmatario veniva poi confermato da una «Deliberazione» (Verhandlung) che riassumeva tutti i doveri delle SS. Ecco quella dell’ SS-Schütze Anton Wessenhöfner:

 « D e l i b e r a z i o n e

 sull'obbligazione dell’SS-Schutzen Anton Wessenhöfner.

 Sono stato istruito il 7 dicembre 1943 dall' SS-Hauptsturmführer Schemmel13 sui miei doveri in generale, in particolare sull'obbligo di mantenere il silenzio sulle faccende di cui possa venire a conoscenza nel mio servizio.

 Sono stato inoltre istruito sul fatto che il dovere di mantenere i segreti di servizio continua anche dopo il mio congedo dalle SS.

 Sono consapevole che [altrimenti] mi rendo colpevole di disubbidienza nei confronti di un ordine di servizio, che una violazione di quest'ordine significa alto tradimento.

 Inoltre mi è noto che soltanto il Führer decide sulla vita e sulla morte di un nemico dello Stato. Nessun membro delle SS e nessuno che sia obbligato al servizio nelle Waffen-SS ha dunque il diritto di mettere le mani su un nemico dello Stato o di maltrattarlo fisicamente. Il detenuto viene punito soltanto dal comandante [del campo]. Allo stesso modo le esecuzioni da effettuare nei campi di concentramento vengono effettuate soltanto su ordine del Reichsführer-SS e dagli ufficiali SS da lui incaricati.

 Rendo la seguente dichiarazione con una stretta di mano:

 “Prometto solennemente in luogo di giuramento che svolgerò sempre puntualmente e coscienziosamente i miei compiti di servizio nel campo di concentramento di Auschwitz e manterrò il segreto di servizio”.

 A conferma di quest'atto di obbligazione firmo dopo lettura questa deliberazione.

 Auschwitz, 8 dicembre 1943.

 Anton Wessenhöfner

 SS-Schütze»14.

 Il divieto di maltrattare i detenuti non era una norma puramente formale che si potesse infrangere arbitrariamente. Dopo la constatazione medica dei maltrattamenti subiti da un detenuto, l’ SS-Standortarzt inviava un breve rapporto allo Schutzhaftlagerführer con preghiera di indagare e punire il colpevole. Ciò risulta dai due documenti che seguono. Il primo si riferisce al campo di Monowitz [Buna]:

 «Il medico della guarnigione Auschwitz, 6.7.1943

 Auschwitz

 S/numero di protocollo: h (KL)/7.43/Dr.W.Ri.

  Oggetto: maltrattamento del detenuto 115385 Richard Jedrzejkiewicz

 Riferimento: comunicazione del medico del campo di Buna del 5.7.1943

 Allegati: nessuno.

 Al 1° Capo del campo di detenzione preventiva

 Auschwitz

 Il medico del campo di Buna comunica al medico della guarnigione del campo che il detenuto 115385, Richard J e d r z e j k i e w i c z è stato ricoverato all'ospedale dei detenuti con ematomi all'occhio sinistro, sul cuoio capelluto, contusione del dorso della mano sinistra e lividi sulle natiche.

 J.[edrzejkiewicz] è stato maltrattato con un tubo di gomma dal Blockälteste [capo Block] del Block 24 (Buna), detenuto 113932 Otto Osterloh.

 Il medico della guarnigione di Auschwitz prega di indagare e di punire il colpevole.

 

Per informazione al Il medico della guarnigione

 Comandante del KL Auschwitz (firma)

 Sezione IIIa SS-Hauptsturmführer»15.

 

 Il secondo documento riguarda invece il campo di Auschwitz:

 « Il medico della guarnigione Auschwitz, 30 giugno 1943

 Auschwitz

 S/numero di protocollo: 4 h (KL)/6.43/Dr.W/Ri.

  Oggetto: maltrattamento del detenuto Z 4684, Jaroslaus M u r k a

 Riferimento: comunicazione del medico del campo del 29 giugno 1943

 Allegati: nessuno.

 Al 1° Capo del campo di detenzione preventiva Auschwitz

 Il medico del campo di Auschwitz I comunica al medico della guarnigione SS che il detenuto Jaroslaus M u r k a è stato ricoverato all'ospedale dei detenuti con numerosi ematomi al cranio, al volto, su entrambe le parti superiori delle braccia e sul petto, con disturbi della vista e commozione cerebrale.

 M[urka] è stato maltrattato dal Blockälteste 5a e dallo Stubenälteste [capo camerata] 6, che gli ha impedito per un giorno di andare all'ospedale.

 Il medico della guarnigione di Auschwitz prega di indagare e di punire il colpevole.

 Per informazione al Il medico della guarnigione

 Comandante del KL Auschwitz (firma)

 Sezione IIIa SS-Hauptsturmführer»16.

 I due documenti seguono un modello fisso e fanno riferimento ad uno specifico “numero di protocollo”: 14 h. Inoltre essi venivano mandati per conoscenza al comandante del campo e alla Abteilung IIIa, l'impiego lavorativo. Da ciò si desume da un lato che rapporti di tal fatta erano frequenti, dall'altro che i maltrattamenti di detenuti erano considerati fatti tanto gravi che i Lagerärzte ne dovevano informare l'SS-Standortarzt e questi addirittura il comandante del campo.

 Nel Kommandaturbefehl (ordine del comando) n.4/44 del 22 febbraio 1944 il comandante del campo di Monowitz, SS-Hauptsturmführer Heinrich Schwarz17, nel paragrafo «Maltrattamento dei detenuti» (Häftlingsmißhandlung) scrisse:

 «In un campo esterno è accaduto che dei detenuti sono stati picchiati e in parte maltrattati da civili, con i quali erano occupati nel medesimo luogo di lavoro, a tal punto che è stato necessario ricoverarli temporaneamente all'ospedale. Nei casi in cui il lavoro insieme ai civili è inevitabile, i capi dei campi [settori] sono responsabili di fronte a me dell'ordine e devono far istruire di nuovo i civili dalla [loro] impresa sui rapporti con i detenuti. D'altra parte mi deve essere riferito immediatamente su ogni maltrattamento di un detenuto da parte di un civile. In questa occasione ancora una volta richiamo espressamente l'attenzione sull'ordine vigente che nessun SS può mettere le mani su un detenuto. Nel quinto anno di guerra, bisogna far di tutto per conservare la capacità lavorativa dei detenuti».

 In einem Außenlager ist es vorgekommen, daß Häftlinge von Zivilisten, mit denen sie auf der gleichen Arbeitsstelle beschäftigt waren, geschlagen und z. T. mißhandelt wurden, so daß sie vorübergehend in den Krankenbau aufgenommen werden mußten. In den Fällen, in denen ein Zusammenarbeiten mit Zivilisten unvermeidlich ist, sind mir die Lagerführer für Ordnung verantwortlich und haben die Zivilisten nochmals durch das Werk über den Umgang mit Häftlingen belehren zu lassen. Andererseits ist mir jede Mißhandlung eines Häftlings durch einen Zivilisten umgehend zu melden.

 Bei dieser Gelegenheit mache ich nochmals ausdrücklich auf den bestehenden Befehl aufmerksam, daß kein SS-Mann Hand an einen Häftling legen darf. Im 5. Kriegsjahr ist alles daran zu sezten die Arbeitskraft der Häftlinge zu erhalten»18.

 Le uccisioni erano ovviamente fatti ancora più gravi.

 Il regolamento dei campi di concentramento attribuiva alla Sezione Politica (Politische Abteilung), tra gli altri, il compito di occuparsi di

 a) Casi di morte naturale (Natürliche Sterbefälle)

 b) Casi di morte non naturale e suicidi (Unnatürliche Sterbefälle und Selbstmorde).

 Circa il secondo punto, il regolamento prescriveva:

 «Riguardo ai casi di morte non naturale e ai suicidi, viene inviato l’avviso al RSHA o al RKPA19, nonché agli uffici che attuano l’internamento, parimenti mediante telescritto. I parenti vengono avvisati mediante telegramma – ad es. “Marito fucilato durante la fuga” o “ha commesso suicidio” ecc. – . Nell’indicazione del tempo nel telescritto non si dice “alle”, ma “verso” le 16,40 ecc. Il capo dell’ Amtgruppe D viene informato tramite posta rapida o telescritto. Inoltre deve essere informato mediante telescritto lo stato maggiore personale del Reichsführer-SS. L’ufficiale giudiziario competente in rappresentanza del competente tribunale delle SS e della Polizia dev’essere avvisato immediatamente. Egli esegue un’ispezione della salma e del luogo del fatto. In ogni caso bisogna effettuare due interrogatori e uno schizzo o una fotografia – servizio riconoscimento. Il Tribunale delle SS e della Polizia competente deve essere informato per iscritto. Bisogna allegare:

 1 verbale di interrogatorio per ciascuno dei testimoni

 1 rapporto dell’ufficiale giudiziario

 1 rapporto medico.

 Al capo dell’ Amtsgruppe D bisogna inoltrare regolarmente rapporti finali in duplice copia con i seguenti allegati:

 a) nei casi di morte naturale (in duplice copia)

 1 raporto di necroscopia medico-legale

 1 rapporto del comando

 1 certificato di morte del medico

 1 rapporto sui risultati dall'autopsia

 1 certificato di sepoltura del Tribunale delle SS e della Polizia

 Se nel campo di concentramento in questione c'è un crematorio, ad esso, dopo il rilascio della salma da parte del tribunale delle SS e della Polizia o del Pubblico Ministero, viene inviato un ordine di cremazione firmato dal comandante del campo o dal suo rappresentante. [...]. Entro il 3 di ogni mese bisogna inoltrare in duplice copia con lettera di accompagnamento all' Amtgruppenchef D, secondo l'ordine dell'Ispettore dei campi di concentramento Pol./Az. 14 f 1/ö 3/L./F., liste nominative con numerazione consecutiva, ordinate secondo le date di morte, con cognome, nome, età (anno di vita completo), causa della morte, tipo di detenzione e precedenti penali, e precisamente nella successione seguente:

 b) nei casi di morte non naturale e di suicidio (in duplice copia)

 un verbale di interrogatorio per ciascuno dei testimoni

 un rapporto del comando

 un certificato di morte del medico

 un rapporto dei risultati dell’autopsia

 un certificato di inumazione del tribunale delle SS e  della Polizia

 una disposizione di archiviazione del Tribunale delle  SS e della Polizia.

 I – Casi di morte naturali nel KL dal ... al ...

 II – Suicidi nel KL dal ... al ...

 III – Disgrazie mortali nel KL dal ... al ...

 IV – Fucilazioni nel KL dal ... al ...

 Le esecuzioni vengono comunicate al competente ufficio di stato civile per la registrazione e il rilascio dei certificati di morte. I certificati di morte che devono essere inviati dall’ufficio di stato civile al comando vengono inoltrati con i verbali di esecuzione al RSHA, all'attenzione dell’ SS-Gruppenführer Müller. L’ordine di cremazione viene impartito dal comandante del campo o dal suo rappresentante»20.

 Nella lettera del 17 settembre 1942, che aveva come oggetto «Comunicazioni di casi di morte non naturale di detenuti» (Meldungen von unnatürlichen Todesfällen von Häftlingen), il capo dell’Amtsgruppe D dell'SS-WVHA informò i comandanti dei campi di concentramento che in futuro tali comunicazioni non dovevano più essere inviate al RSHA, Dienstelle IV C, ma soltanto al Reichsführer-SS e all’Amtsgruppe D21. er die Auswirkung desselben bis zum

 Note:

1 T.Iwaszko è morto nel 1988.

2 T. Iwaszko, «Haftgründe und Häftlingskategorien», in: W. Długoborski e F. Piper (a cura di), Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz. Verlag des Staatlichen Museums Auschwitz-Birkenau. Oświęcim, 1999, vol. II, pp.18-19.

3 RGVA, 502-1-68, p. 119. Vedi Documento 2.

4 RGVA, 502-1-68, pp. 20-20a, 42-42a, 53-53a, 71-71a, 91, 94, 107, 117, 119, 121.

5 GARF, 7445-2-96, pp. 2-3

6 NA, T-1021. Record Group No. 242/338, vol. 3, . Roll No. 18, Frames n.627-671.

7 RGVA, 1367-1-2, p. 3.

8 Dienstvorschrift für das Fr. K.L. Ravensbrück (Lagerordnung). NA, T-1021. Record Group No. 242/338, vol. 3, Roll No. 18, Frame 632 (p. 6).

9 Idem, Frame 650 (p. 22).

10 Idem, Frame 669 (p. 41).

11 AMS, I-IB6, p. 18.

12 GARF, 7021-107-11, p. 30. Vedi Documento 3.

13 Alfred Schemmel, comandante della 7. SS-Wachkompanie dalla fine di maggio del 1944 al settembre 1944.

14 RGVA, 502-4-50, p. 3. Vedi documento 4 e Trascrizione 4.

15 RGVA, 502-1-68, p. 63. Vedi Documento 5 e Trascrizione 5.

16 RGVA, 502-1-68, p. 70. Vedi Documento 6 e Trascrizione 6.

17 In precedenza Schwarz era stato capo dell’sezione IIIa-Impiego lavorativo dei detenuti (Abteilung IIIa-Arbeitseinsatz) a Birkenau.

18 Standort- und Kommandanturbefehle des Konzentrationslagers Auschwitz 1940-1945. A cura di Norbert Frei, Thomas Grotum, Jan Parcer, Sybille Steinbacher e Bernd C. Wagner. K.G. Saur, Monaco, 2000, p. 413.

19 Reichskriminalpolizeiamt: Ufficio di polizia criminale del Reich.

20 AGK, NTN, 131, pp.186-187. Vedi Trascrizione 7 .

21 NO-3677.

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